Stai cercando la migliore intelligenza artificiale e, dopo aver aperto cinque schede, hai più dubbi di prima. ChatGPT sembra fare tutto. Claude scrive bene. Perplexity cerca le fonti. Gemini vive già dentro Google. Poi ci sono Grok e Copilot.
Quale scegli?
Ti dico subito come la penso: non esiste un'intelligenza artificiale migliore per chiunque. Esiste quella più adatta al lavoro che devi fare e all'ambiente che usi ogni giorno.
Se vuoi una risposta rapida, usa il selettore qui sotto. Se invece vuoi capire il perché, continua a leggere. Ho separato le funzioni documentate dalle valutazioni editoriali, così non dobbiamo fingere che una classifica valga per tutti.
Selettore AI · 30 secondi
Parti dal lavoro, non dal logo.
La risposta cambia quando cambia ciò che devi fare.Cosa devi fare più spesso?
La coppia da provare
ChatGPT è la base più versatile. Claude è il secondo confronto sensato quando il lavoro si sposta su testi, documenti o codice.
Non scegliere in base al numero di funzioni: conta quante ne userai davvero.
La risposta rapida
Se vuoi partire con un solo strumento generalista, sceglierei ChatGPT. Copre bene attività diverse e ti evita di cambiare applicazione ogni dieci minuti.
Ma appena il lavoro diventa specifico, la risposta cambia:
- Claude se passi molto tempo su testi, documenti lunghi e codice;
- Perplexity se la tua priorità è cercare informazioni e risalire alle fonti;
- Gemini se lavori già tra Gmail, Drive e gli altri servizi Google;
- Microsoft Copilot se Word, Excel, PowerPoint, Outlook e Teams sono il tuo ufficio;
- Grok se ti interessa seguire ciò che succede su X insieme alle fonti del web.
Alt! Queste non sono medaglie assegnate ai modelli. Sono indicazioni basate sul tipo di prodotto, sulle integrazioni disponibili e sul lavoro da svolgere. Modelli, limiti e piani cambiano spesso.
Come ho costruito il confronto
Avrei potuto chiedere a ogni AI di scrivere una poesia, risolvere un indovinello e poi assegnare dei voti con due decimali. Sarebbe sembrato molto scientifico. Sarebbe stato anche poco utile.
In questa prima versione confronto sei prodotti su criteri più semplici:
- che cosa puoi farci senza montare un sistema complicato;
- come recupera e mostra le fonti;
- quanto si integra con gli strumenti che usi già;
- quale limite devi conoscere prima di affidargli un lavoro vero.
Non sto misurando quale modello sia “più intelligente” in assoluto. Un benchmark invecchia appena arriva un nuovo modello e spesso non racconta come ti troverai nell'uso quotidiano. Qui partiamo dal compito.
ChatGPT, Claude, Gemini, Perplexity, Grok e Copilot a confronto
| Strumento | Lo sceglierei per | Il limite da ricordare |
|---|---|---|
| ChatGPT | Uso generalista, file, ricerca, immagini e lavori che cambiano spesso forma | La versatilità non elimina il controllo delle fonti e del risultato |
| Claude | Scrittura ragionata, documenti lunghi, analisi e sviluppo software | Le funzioni e i limiti dipendono dal piano e dalla modalità usata |
| Gemini | Ricerca e lavoro collegato all'ecosistema Google | Alcune integrazioni richiedono impostazioni, account o piani specifici |
| Perplexity | Ricerca sul web, orientamento rapido e controllo delle fonti | Una citazione presente non significa che sostenga davvero ogni frase |
| Grok | Ricerca che include il flusso di X, attualità e segnali social | Velocità e tono non sono un sostituto della verifica |
| Microsoft Copilot | Documenti, fogli, presentazioni, posta e riunioni in Microsoft 365 | Dà il meglio quando il lavoro vive già nell'ecosistema Microsoft |
ChatGPT: la scelta più semplice se vuoi fare un po' di tutto
ChatGPT è il punto di partenza che consiglierei a chi non ha ancora un'esigenza molto precisa. Puoi lavorare con testo e file, cercare sul web, organizzare attività continuative nei Projects e usare la ricerca approfondita quando una domanda richiede più passaggi.
La funzione Deep research documentata da OpenAI permette di scegliere le fonti, rivedere il piano di ricerca e ottenere un report con citazioni. I Projects tengono insieme chat, file e istruzioni per un lavoro che continua nel tempo.
Lo userei quando oggi devi analizzare un PDF, domani preparare una bozza e dopodomani sistemare un foglio. Se vuoi migliorare le richieste, ho preparato una guida con esempi e un builder per scrivere prompt ChatGPT. Se invece il tuo lavoro è quasi tutto ricerca o quasi tutto Microsoft 365, uno strumento più specializzato può evitarti qualche passaggio.
Claude: quando testo, documenti e codice occupano la giornata
Claude ha senso quando vuoi ragionare a lungo sullo stesso materiale: una bozza da rivedere, documenti da confrontare, una base di codice da capire o un lavoro che richiede diverse iterazioni.
Research di Claude può unire ricerche sul web e contesto di lavoro, con citazioni in linea. Anthropic ha aggiunto anche le Skills, cioè istruzioni e procedure riutilizzabili per attività specifiche.
Lo metterei davanti a ChatGPT solo se il tuo flusso è già molto concentrato su scrittura, analisi o sviluppo. Se vuoi generare immagini, cercare al volo e cambiare attività di continuo, guarderei prima l'insieme delle funzioni che usi davvero.
Gemini: la scelta naturale se lavori dentro Google
Se la tua giornata passa da Gmail a Drive e poi a Documenti, Gemini parte con un vantaggio pratico: può lavorare vicino ai dati e agli strumenti che stai già usando.
Nella modalità Deep Research puoi usare Google Search come fonte e, quando disponibili, aggiungere Gmail, Drive, file e notebook. Le Gems permettono invece di salvare istruzioni per compiti ripetitivi.
Andrè, quindi Gemini è migliore perché ha Google?
No. È più comodo se il tuo lavoro è già lì. Se non usi quei servizi, quell'integrazione pesa molto meno nella scelta.
Perplexity: quando vuoi partire dalle fonti
Perplexity nasce con una logica più vicina alla ricerca che alla pagina bianca. Lo aprirei per orientarmi su un argomento, trovare documenti e costruire una prima mappa delle fonti.
La modalità Research esegue più ricerche e produce un rapporto esportabile. I Projects raccolgono ricerche, file e istruzioni nello stesso spazio.
C'è però un controllo che non salterei mai: apri la fonte. Un link accanto alla risposta è utile, ma devi verificare che la pagina dica davvero ciò che Perplexity le attribuisce. Vale per Perplexity e vale per tutti gli altri.
Grok: utile quando il segnale arriva da X
Grok può cercare sia nei post pubblicati su X sia nel web. Per questo lo prenderei in considerazione quando devi seguire una conversazione, un annuncio o un tema che si muove soprattutto sulla piattaforma.
xAI descrive l'uso di ricerca web, post di X e citazioni. Dal 2026 ha aggiunto anche connettori verso applicazioni di lavoro.
Il rischio è confondere ciò che si sta dicendo con ciò che è vero. X è ottimo per trovare un segnale iniziale. La verifica, però, deve finire su una fonte primaria.
Microsoft Copilot: se il lavoro vive in Microsoft 365
Copilot diventa interessante quando non vuoi spostare continuamente testo e dati da un'app all'altra. Microsoft lo integra in Word, Excel, PowerPoint, Outlook, OneNote e Teams.
La documentazione Microsoft mostra attività che vanno dalla revisione di documenti all'analisi di dati, fino ai riepiloghi delle riunioni.
Se lavori da solo e non usi Microsoft 365, non lo sceglierei per il semplice fatto che si chiama Copilot. Se l'intera azienda vive già tra Outlook, Teams ed Excel, la valutazione cambia parecchio.
Quale intelligenza artificiale scegliere in pratica
Farei così:
- Scegli un lavoro reale. Non “voglio provare l'AI”, ma “devo confrontare tre preventivi”, “devo cercare fonti per un articolo” oppure “devo rivedere questo codice”.
- Prova lo stesso lavoro su due strumenti. Stesso materiale, stessa richiesta e stesso tempo a disposizione.
- Conta le correzioni. Il risultato più lungo non è per forza il migliore. Guarda quante volte devi correggere fatti, tono e struttura.
- Controlla dove restano i dati. Prima di caricare documenti di clienti, dati personali o informazioni riservate, leggi impostazioni e condizioni del piano che stai usando.
- Paga solo quando trovi il collo di bottiglia. Un limite gratuito che incontri una volta al mese non giustifica sei abbonamenti.
Il test che farei. Scegli un'attività che conosci bene e ripetila per una settimana. Misura tempo impiegato, errori trovati e lavoro rimasto a te. È molto più utile del chiedere a un modello se sia migliore dell'altro.
Prima di caricare un file, controlla la privacy
Questo passaggio viene spesso dopo la scelta del modello. Io lo metterei prima.
I servizi consumer hanno controlli diversi per cronologia, conservazione e uso delle conversazioni. Per esempio, OpenAI permette di disattivare “Migliora il modello per tutti” nei Data Controls. Google spiega nel suo Privacy Hub di Gemini come funzionano attività, conservazione e revisione. Perplexity descrive l'opzione di esclusione dall'uso dei dati per l'addestramento nelle impostazioni dell'account.
Le condizioni dei piani aziendali possono essere diverse da quelle dei piani personali. Non affidarti al ricordo di una schermata vista mesi fa: controlla la documentazione del servizio e le regole della tua azienda.
Quindi, qual è la migliore AI?
Per iniziare senza una necessità precisa, ChatGPT è la scelta più semplice. Per scrittura e lavoro profondo su documenti guarderei Claude. Per la ricerca partirei da Perplexity. Se vivi dentro Google o Microsoft 365, sceglierei prima l'integrazione e poi il nome del modello. Grok ha senso quando X è parte della fonte, non quando vuoi evitare di controllarla.
Io non terrei sei abbonamenti attivi “per sicurezza”. Ne sceglierei uno principale, un secondo per il compito in cui il primo mi fa perdere tempo e rifarei il confronto quando quel limite diventa concreto.
Quale lavoro vuoi affidare all'AI? Scrivilo nei commenti. È una domanda molto più interessante di “qual è la più forte?”.





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