Come diventare un blogger professionista

Cosa significa lavorare da blogger con metodo: voce personale, onestà, design utile e contenuti che partono dall’esperienza reale.

Come diventare blogger professionista
Indice della guida9 sezioni
  1. Perché dovresti diventare un blogger professionista?
  2. Sicurezza in se stessi
  3. Stile di scrittura
  4. Onestà senza esitazione
  5. Design del tuo blog
  6. Un blogger oggi non pubblica soltanto articoli
  7. Riconoscere il lavoro degli altri
  8. Quando il blog diventa un lavoro
  9. Conclusioni

Chiunque inizi la carriera di blogger vorrebbe avere il proprio pubblico. Solo in pochi trovano soddisfazione nel parlare da soli.

Mi viene in mente quando ho aperto il mio primo blog nel lontano 2004. A quel tempo avevo solo 14 anni, ma spinto dalla curiosità e dalla passione, ho intrapreso questo percorso.

Oltre alla musica, era una delle cose che mi divertiva e lo facevo con piacere.

Sia chiaro, mi piace tuttora. Altrimenti non starei qui a scrivere e tu non staresti lì a leggere. Ma tornando a noi…

Forse anche tu, come me, hai iniziato per una forte passione. Oppure semplicemente perché vuoi provare a costruire un business online e/o costruire il tuo brand. Farti conoscere, insomma.

Qualunque sia il motivo che ti ha spinto a fare blogging, l’importante è farlo bene.

Questa attività non è detto che assorbirà tutto il tempo della tua giornata. Tuttavia, se dedichi due o tre ore al giorno al blog e non ottieni risultati, forse è il caso di ripensare alla tua strategia.

Sai meglio di me che il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo a questo mondo. Anche solo 1 ora, 1 minuto, 1 secondo… non tornerà più.

Non puoi recuperarlo.

Oggi voglio condividere con te dei consigli pratici e motivarti a lasciare la sedia del blogger improvvisato per diventare un blogger professionista.

Mettiti comodo. Iniziamo subito.

Perché dovresti diventare un blogger professionista?

Andrè, ma perché mai dovrei diventare un professionista in questo settore? Lo faccio per hobby, è un passatempo…

Come darti torto. Tuttavia per ottenere dei risultati bisogna assumere il ruolo di professionista.

Una delle cose che dovremmo sempre tenere in mente quando facciamo qualsiasi cosa è farlo nel meglio delle nostre possibilità.

Se non prendiamo troppo sul serio un’attività, siamo portati a non dare il meglio di noi stessi. Tradotto: rischi di essere un blogger tra tanti, senza un pubblico e con una motivazione in perenne discesa.

Ho scritto questo articolo per riuscire a trasmetterti tutto quello che ho imparato in questi anni.

Sicurezza in se stessi

Il mio primo consiglio è trasmettere fiducia. Avere quel senso di sicurezza che provi per te stesso. Nessuno vorrebbe mai avere consigli da qualcuno che non ispira fiducia e sicurezza.

Ok Andrea, ho afferrato. Il punto però è che non so cosa fare per poter acquisire credibilità come blogger?

Anche questa volta avrei voluto svelarti l’esistenza di una pozione magica, ma mi sono promesso di essere onesto con te.

Non c’è nulla di magico.

Posso solo mostrarti alcune scelte concrete per farti notare e costruire credibilità sul web. Lascia che ti mostri gli aspetti da tenere sotto controllo.

Stile di scrittura

Lo stile di scrittura ti rende più trasparente di quanto tu possa pensare. Può dire di te più di quanto possa fare un estratto della tua biografia di vita.

Hai notato che utilizzo sempre il “tu” nei miei articoli? Non è un caso, è una modalità che impiego costantemente per dare un tono confidenziale alla mia scrittura.

Non sono su un palco, né sto parlando a un pubblico di migliaia di persone.

Sto parlando con te.

Siamo sullo stesso gradino della scalinata che c’è nella piazza del paese. Lasciami immaginare che sia così. :D

Un altro elemento importante per lo stile di scrittura in un blog è il pronome personale.

Amo utilizzare la parola “io” e assumere implicitamente tutta la responsabilità di ciò che affermo nei miei articoli.

Molti blogger utilizzano il “noi” come via di fuga. Un modo per evitare di prendersi la piena responsabilità del proprio lavoro.

Usa il condizionale quando l’incertezza è reale. Evitarlo per sembrare più sicuro trasforma un dubbio onesto in una certezza che non hai.

Andrea, posso chiederti perché?

Il problema non è scrivere “credo” o “potrebbe”. È usare “proverò” o “cercherò” per non assumerti la responsabilità di ciò che prometti di fare.

Onestà senza esitazione

Online l’onestà non è una posa: significa distinguere ciò che hai provato da ciò che hai letto, dire quando stai esprimendo un’opinione e citare le fonti che ti hanno aiutato.

Se un link è affiliato, dichiaralo. Se un risultato arriva da un tuo progetto, spiega il contesto. Se non conosci una risposta, non riempire il vuoto con una certezza inventata.

Questo non ti rende meno autorevole. Aiuta il lettore a capire su quali basi stai parlando e a decidere se fidarsi del tuo lavoro.

Design del tuo blog

La bellezza di qualsiasi tipo, nel suo sviluppo supremo, eccita sempre l’anima sensibile fino alle lacrime.

Edgar Allan Poe

Andrea, ora inizi con le citazioni ad effetto?

Sì, è il momento giusto per sfoderarle. Smuovono un po’ le acque.

Il design è il biglietto da visita del blog, ma non deve intralciare ciò che hai scritto. Prima di scegliere un tema controlla se il testo si legge bene da mobile, se i pulsanti sono chiari e se le pagine si caricano senza trascinarsi dietro funzioni che non userai.

Un template comprato non è automaticamente veloce o ottimizzato per Google. La grafica può piacerti, ma devi provarla con i tuoi contenuti, le tue immagini e i plugin che userai davvero.

Io partirei da una struttura semplice. Poi aggiungerei soltanto ciò che aiuta il lettore: un indice quando l’articolo è lungo, una ricerca che funziona e collegamenti verso gli approfondimenti giusti.

La prima impressione conta. La seconda, però, arriva quando la persona inizia a leggere e trova qualcosa che non aveva già visto altrove.

Un blogger oggi non pubblica soltanto articoli

Il blog resta la casa dei tuoi contenuti, ma le persone possono scoprirti da una ricerca, da una newsletter, da un video o da un social.

Non significa essere ovunque. Significa scegliere un canale per farti trovare e uno spazio che controlli tu per approfondire il rapporto. Per me il sito continua ad avere questo ruolo: posso aggiornare una guida, collegarla ad altre risorse e non dipendere interamente dall’algoritmo di una piattaforma.

Google consiglia contenuti pensati prima di tutto per le persone e chiede che esperienza e autore siano riconoscibili. È molto vicino a ciò che scrivevo già qui: usa l’"io" quando ti assumi la responsabilità di un’opinione e racconta quello che hai fatto davvero.

Riconoscere il lavoro degli altri

Un blog non cresce facendo finta che fonti, colleghi e concorrenti non esistano.

Quando un’idea, un dato o un esempio arrivano dal lavoro di un’altra persona, nominala e inserisci il link. Non è un punto perso: permette al lettore di approfondire e rende più chiaro ciò che hai aggiunto tu.

Lo stesso vale per un’opinione che non condividi. Puoi criticarla, ma prima rappresentala correttamente.

Quando il blog diventa un lavoro

Il blog non diventa un lavoro quando inizi a chiamarti blogger. Lo diventa quando sai per chi stai scrivendo, quale valore produci e come quel valore sostiene il tempo che ci dedichi.

Io partirei da tre domande molto concrete:

  1. per chi sto scrivendo e perché dovrebbe tornare?
  2. quale risultato utile deve lasciare questo contenuto?
  3. che cosa sostiene il progetto: consulenze, prodotti, formazione, affiliazioni o sponsorizzazioni?

Non devi monetizzare ogni articolo e il contenuto non deve diventare una televendita. Alcune pagine servono a farti conoscere, altre a mostrare come lavori, altre ancora possono portare una richiesta.

Andrè, quindi quali numeri devo guardare?

Quelli legati all’obiettivo: query utili, lettori che tornano, iscritti alla newsletter, richieste e ricavi. Le visualizzazioni da sole non ti dicono se il progetto sta in piedi.

Poi mi riserverei del tempo vero per ricerca, scrittura, aggiornamento e risposte. Pubblicare è una fase del lavoro, non tutto il lavoro.

Conclusioni

Questi consigli nascono da ciò che ho imparato scrivendo online dal 2004. Il mezzo è cambiato, ma stile, onestà e attenzione per chi legge non sono diventati meno importanti.

Se vuoi iniziare in modo pratico, scegli una domanda precisa del tuo pubblico e scrivi la risposta che avresti voluto trovare tu. Pubblicala, rileggila da mobile e torna ad aggiornarla quando hai qualcosa di utile da aggiungere.

Non serve aspettare di sentirti "professionista". Serve trattare con serietà il tempo di chi arriva sulla pagina.

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