Lead magnet: come crearne uno che le persone vogliono

Come scegliere, creare e misurare un lead magnet utile, con esempi pratici e un generatore di brief da compilare.

Andrea progetta una risorsa utile collegando il problema del lettore al risultato
Indice della guida16 sezioni
  1. Che cos'è un lead magnet
  2. Parti dal piccolo lavoro da completare
  3. Sei formati che userei oggi
  4. Checklist operativa
  5. Template modificabile
  6. Scorecard o calcolatore
  7. Mini corso via email
  8. Libreria di prompt o workflow
  9. Piccolo strumento interattivo
  10. Quali strumenti userei per crearlo
  11. Canva
  12. Notion
  13. Tally
  14. EmailOctopus
  15. Lo stack che sceglierei nei casi più comuni
  16. Tre esempi collegati a un'offerta reale

Per molto tempo il lead magnet è stato trattato così: prendi cinque articoli, li metti in un PDF da quaranta pagine e chiedi l'email per scaricarlo.

Il problema non è il PDF. Il problema è chiedere un dato personale in cambio di qualcosa che sembra lungo da leggere e difficile da usare. Se la persona pensa “lo guarderò dopo”, hai già perso una parte del valore.

Un lead magnet funziona quando aiuta a terminare un piccolo lavoro prima del servizio o del prodotto che vuoi proporre. Non deve dimostrare tutto ciò che sai. Deve far ottenere un risultato riconoscibile.

Qui sotto puoi preparare il brief partendo proprio da quel risultato. Compilalo prima di aprire Canva, Notion o qualsiasi altro strumento.

Generatore di brief

Non partire dal PDF. Parti dal lavoro da finire.

Il brief resta nel browser. Non raccogliamo ciò che scrivi.
Qui prende forma l'idea.

Una promessa, un risultato e il passaggio successivo.

Che cos'è un lead magnet

È una risorsa offerta in cambio di un contatto, di solito l'indirizzo email. Può essere una checklist, un template, un calcolatore, una breve sequenza di email oppure uno strumento interattivo.

La parola “magnet” può far pensare che il suo compito sia attirare più persone possibile. Io la vedo diversamente: deve attirare le persone che hanno già il problema collegato a ciò che fai.

Andrè, quindi se scaricano in pochi ho sbagliato?

Non per forza. Cento download di persone curiose possono valere meno di venti download di persone che stanno davvero preparando una migrazione SEO, una newsletter o un progetto di automazione. Il volume conta soltanto insieme alla qualità del passaggio successivo.

Parti dal piccolo lavoro da completare

Prima di scegliere il formato, scrivo questa frase:

Aiuto [persona] a completare [piccolo lavoro] prima di [passaggio successivo].

Per esempio: “Aiuto chi sta rifacendo un sito a controllare gli URL prima del cambio di dominio, prima di richiedere un audit della migrazione”. Da qui nasce una checklist utile. Se parto da “voglio fare un ebook sulla SEO”, invece, posso finire a riempire pagine senza decidere quale problema risolvere.

Il lavoro deve essere abbastanza piccolo da poter essere concluso, ma abbastanza importante da meritare attenzione. “Migliora il tuo marketing” è troppo ampio. “Controlla i cinque elementi della landing prima di comprare traffico” è verificabile.

Sei formati che userei oggi

Checklist operativa

La sceglierei quando esiste una sequenza o quando dimenticare un passaggio costa tempo. Deve stare in una o due pagine, avere caselle chiare e distinguere ciò che è obbligatorio da ciò che è consigliato.

Template modificabile

È adatto quando le persone non hanno bisogno di altra teoria, ma di una struttura da compilare. Aggiungerei un esempio già compilato, altrimenti il foglio vuoto sposta soltanto il problema.

Scorecard o calcolatore

Funziona quando il valore sta nella diagnosi. Fai poche domande, restituisci un punteggio comprensibile e spiega perché. Non userei un risultato allarmistico soltanto per spingere una richiesta commerciale.

Mini corso via email

Lo userei per un lavoro che richiede più giorni. La prima email deve consegnare qualcosa subito. Se la risorsa utile arriva al quinto invio, la persona percepisce l'iscrizione come una promessa rinviata.

Libreria di prompt o workflow

Non basta pubblicare cinquanta frasi da copiare. Dividerei i prompt per compito, aggiungerei il contesto richiesto e un controllo finale. Puoi partire dal metodo della guida su come scrivere prompt per ChatGPT.

Piccolo strumento interattivo

Un generatore, un configuratore o un controllo guidato può far provare il metodo senza scaricare niente. Richiede più sviluppo, ma produce un'esperienza più immediata e può essere aggiornato senza chiedere un nuovo download.

Quali strumenti userei per crearlo

Non serve comprare quattro piattaforme prima di avere un'idea valida. Sceglierei uno strumento per costruire la risorsa e uno per raccogliere il contatto e consegnarla. Il resto si aggiunge soltanto quando il formato lo richiede.

Andrè, quindi qual è il tool migliore?

Dipende da ciò che deve fare la persona dopo l'iscrizione. Per leggere e spuntare userei Canva. Per modificare una struttura userei Notion. Per rispondere a domande e ricevere un risultato sceglierei Tally. Per modulo, consenso, consegna e seguito terrei EmailOctopus.

PDF, checklist e schede

Canva

Lo userei per una checklist di una o due pagine, una mini guida o un workbook da stampare. Preparerei prima il testo, poi imposterei una gerarchia semplice: risultato, istruzioni, campi da compilare ed esempio.

Non partirei da un template pieno di elementi grafici. Il file deve restare leggibile anche sul telefono e, se serve, in bianco e nero.

Apri Canva

Template modificabili

Notion

È più adatto quando il valore sta nel compilare, duplicare e continuare a usare la risorsa. Puoi pubblicare una pagina e consentire al lettore di duplicarla nel proprio spazio come template.

Aggiungerei una versione già compilata e una vuota. Una tabella senza esempi sembra ordinata, ma costringe chi la riceve a capire da solo come iniziare.

Come pubblicare un template

Quiz, scorecard e calcolatori

Tally

Lo sceglierei per una diagnosi guidata. Puoi usare logica condizionale, calcoli, pagina finale personalizzata e incorporare il modulo nella landing. Le risposte possono poi arrivare a Notion, Google Sheets, Airtable o a un'automazione.

Il risultato deve spiegare che cosa significa il punteggio. Un numero colorato senza una raccomandazione utile non è ancora un lead magnet.

Guida ufficiale di Tally

Modulo, consegna e newsletter

EmailOctopus

È lo strumento che userei per creare la landing o incorporare il modulo, registrare il consenso, inviare la risorsa e applicare un tag in base al lead magnet scaricato. In questo modo il seguito può restare coerente con l'interesse dichiarato.

Prima della pubblicazione verificherei conferma, email di consegna, link, mittente, disiscrizione e comportamento del modulo da mobile.

Configura la newsletter

Trasparenza: il link a Canva è affiliato. Se attivi un piano tramite quel collegamento posso ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te. Gli altri collegamenti in questa sezione non sono affiliati.

Lo stack che sceglierei nei casi più comuni

Checklist o mini guida: Canva per il file ed EmailOctopus per modulo e consegna.

Template da compilare: Notion per la risorsa ed EmailOctopus per la lista.

Quiz o scorecard: Tally per domande e risultato, poi EmailOctopus per il seguito.

Tool che vuoi posizionare su Google: una pagina interattiva sul tuo sito, come il generatore qui sopra, collegata a EmailOctopus soltanto nel punto in cui il contatto aggiunge valore.

Tre esempi collegati a un'offerta reale

Migrazione SEO. Una checklist controlla URL, canonical, redirect e sitemap prima del go-live. Chi trova problemi può poi richiedere un audit. La risorsa non vende l'audit a ogni riga: rende visibile perché il controllo serve.

Automazione con AI. Un brief raccoglie attività, frequenza, dati usati, eccezioni e approvazioni. Alla fine restituisce un processo candidato all'automazione. Chi ha un caso valido può approfondire la progettazione di un agente AI con limiti e supervisione.

Contenuti Instagram. Un template trasforma un argomento in copertina, sequenza e azione finale. Il passo successivo può essere una consulenza editoriale. Nel sito c'è già un planner per progettare un carosello Instagram, che è un buon esempio di risorsa utilizzabile prima ancora di parlare con me.

Il test più semplice. Mostra soltanto titolo, anteprima e risultato a una persona del pubblico. Se non capisce che cosa potrà finire, non è ancora il momento di costruire la landing.

Che cosa metterei dentro

Apro con il risultato e con il tempo necessario. Poi aggiungo istruzioni brevi, campi da compilare, un esempio e il controllo finale. Se uso termini tecnici, li spiego nel punto in cui servono.

Evito una lunga presentazione personale. Chi ha lasciato l'email vuole usare la risorsa. Posso raccontare perché l'ho preparata in tre righe e lasciare il resto alla pagina Chi sono.

Alla fine indico un solo passaggio successivo coerente. Può essere una guida pubblica, una risposta alla mail o una richiesta di analisi. Tre pulsanti diversi trasformano la chiusura in un menu.

La landing page non deve creare mistero

La pagina deve mostrare:

  • il risultato specifico;
  • per chi è stato preparato;
  • una piccola anteprima reale;
  • il formato e il tempo richiesto;
  • quali dati vengono chiesti e perché;
  • che cosa arriverà dopo l'iscrizione.

Se la persona si iscrive anche a una newsletter, lo direi vicino al modulo: argomenti, frequenza indicativa e possibilità di cancellarsi. Niente checkbox già selezionate e niente promessa nascosta nel footer.

Il flusso dopo il modulo

  1. Conferma. La pagina spiega di controllare la posta e che cosa aspettarsi.
  2. Double opt-in. La persona conferma l'indirizzo quando il flusso lo prevede.
  3. Consegna. La risorsa arriva subito oppure si apre direttamente dopo la conferma.
  4. Prima email. Spiega come usarla e invita a rispondere in caso di blocco.
  5. Seguito. Invia soltanto contenuti coerenti con ciò che è stato dichiarato.

Per strumenti, dominio di invio, autenticazione e automazioni trovi una guida separata su come creare una newsletter. Qui mi interessa una cosa: il lead magnet non deve diventare una scusa per infilare chiunque in una sequenza commerciale infinita.

Email, consenso e tracciamento

L'indirizzo email è un dato personale. Devi spiegare chi lo tratta, per quali finalità e per quanto tempo, oltre a rendere semplice l'esercizio dei diritti. Per l'invio promozionale serve una base giuridica adeguata e non darei per scontato che il download autorizzi qualsiasi comunicazione futura.

Il Garante mette a disposizione una newsletter istituzionale e informazioni sul trattamento; nelle linee guida 2026 sui pixel di tracciamento nelle email distingue inoltre newsletter, messaggi promozionali e comunicazioni transazionali. Se tracci aperture o comportamenti, non copiare una configurazione senza valutare finalità e consenso.

Alt! Questa è una guida editoriale, non un parere legale. Se il flusso tratta dati particolari, profila le persone o coinvolge più aziende, fallo verificare sul caso concreto.

Devo nascondere il contenuto a Google?

Non metterei dietro un modulo la risposta principale a una ricerca che voglio presidiare. Una guida pubblica può spiegare il metodo e posizionarsi. Il lead magnet può aggiungere il file compilabile, il calcolatore, il risultato personalizzato o la sequenza che aiuta a metterlo in pratica.

In questo modo il sito non offre a Google una pagina vuota e al lettore una promessa. Offre già valore, poi propone un'estensione utile.

Le metriche che guarderei

  • Conversione della landing: quante persone completano il modulo rispetto alle visite pertinenti.
  • Conferma: quante completano il double opt-in.
  • Uso: quante aprono, copiano o completano davvero la risorsa.
  • Risposte: domande e casi ricevuti dopo l'utilizzo.
  • Passaggio successivo: richieste, prove o acquisti coerenti.
  • Cancellazioni: un segnale da leggere, non da nascondere.

Andrè, qual è un buon tasso di conversione?

Dipende dalla provenienza del traffico, dalla promessa e da quanto la persona ti conosce. Confronterei la stessa landing nel tempo e segmenti simili. Un numero medio preso da un report non corregge una promessa confusa.

Gli errori che eviterei

  • creare prima il formato e dopo cercare un problema;
  • allungare il contenuto per farlo sembrare più prezioso;
  • usare una copertina bella senza mostrare l'interno;
  • chiedere telefono, azienda e ruolo quando basta l'email;
  • iscrivere a comunicazioni non dichiarate;
  • consegnare la risorsa dopo una sequenza di attesa;
  • misurare solo i download;
  • non aggiornare un template quando cambiano strumenti o regole.

Come lo preparerei in sette giorni

Il primo giorno sceglierei pubblico, piccolo lavoro e passaggio successivo. Il secondo raccoglierei domande reali. Il terzo costruirei la versione minima. Il quarto la farei usare a due persone senza spiegazioni. Il quinto correggerei i blocchi. Il sesto preparerei landing, email e privacy. Il settimo pubblicherei e annoterei i primi dati.

Non serve partire da un ebook. Compila il generatore qui sopra con un problema che hai sentito davvero da un cliente o da un lettore. Se il brief resta specifico, hai già metà del lavoro.

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